DATA DEBUTTO:1 aprile 2011
CAST:Massimiliano Angioni, Francesco Saitta, Sarah Paoletti
REGIA:Ester Montalto
SCENOGRAFIE:Juan Amago Mampaso
PATHOS

Di Ester Montalto e Marga Domenech

Regia: Ester Montalto
Videoproiezioni originali OLO Creative Farm

Scene: Juan Amago Mampaso

Fotografia: Pietro Lironi

Con: Massimiliano Angioni, Francesco Saitta, Sarah Paoletti

Consulenze: Dott.ssa Marga Domenech, Psicologa e Psicoterapeuta; Dott.ssa Evelyn Montalto Criminologa

Produzione: Teatro in Centro e B&B La Corte

Promozione: Simone Paci


LO SPETTACOLO

L’amore. Il possesso. La gelosia. L’omicidio. Si puo’ uccidere per amore?

Dalla genesi durante l’infanzia fino all’esplosione di un sentimento adulto che spesso diventa incontrollabile e sfocia nel cosiddetto delitto passionale.

Due maschere,quella dell’uomo e quella della donna che analizzano,ciascuna dal proprio punto di vista,le dinamiche di questo sentimento troppo spesso pericoloso che e’ la gelosia che nasce dall’amore e  si sviluppa molto frequentemente da una smania di possesso nei confronti dell’altra persona .

Si parte dagli esordi,dall’infanzia appunto, la gelosia e’ evidente gia’ in tenera eta’ e cresce con i singoli individui fino all’eta’ adulta.Le due maschere ci mostrano per intero le dinamiche di una relazione uomo-donna,una storia d’amore,dall’incontro,al corteggiamento fino all’epilogo tragico che Pathos vuole indagare,rivelandone l’aspetto piu’ crudele e spaventoso.

In scena  due attori, che,alternandosi con maschere del teatro orientale, una donna e un uomo ideali ed universali,guideranno lo spettatore attraverso il lato oscuro che pervade ogni storia d’amore,quell’ossessiva paura di perdere o di aver gia’ perso la persona amata.

Gli attori sono entrambi maschi e danno vita sia al maschile che al femminile alternandosi, perche’ la gelosia e l’omicidio passionale non conoscono distinzioni di sesso.L’unica figura femminile reale viene presentata in un ruolo marginale, spersonificata, resa come un oggetto,un manichino, e solo nel momento finale della tragedia. Perche’,se e’ vero che l’omicidio passionale non conosce maschile o femminile e’ altrettanto vero che le statistiche parlano di un 60% di vittime femminili,dovuto al fatto della minore possibilita’ , dal punto di vista fisico,per la donna di difendersi.

Pathos e’ paradossalmente uno spettacolo ironico,fatto di un’ironia dissacrante,divertente e terribile al tempo stesso, che infonde nello spettatore un profondo senso di colpa per essersi concesso di ridere in maniera spensierata davanti all’inevitabile epilogo.

Pathos debutta nell’aprile del 2011,viene ospitato all’interno della stagione  del Teatro Arsenale di Milano nell’ottobre del 2012 e nell’agosto del 2014 partecipa Al Fringe Festival di Edimburgo con un ottimo successo di critica e di pubblico. Nel novembre del 2014 continua la sua tournee nel Regno Unito,e’ a Londra al Mimetic Festival.

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LINGUAGGIO

Nell’intento di creare uno spettacolo senza frontiere,abbiamo deciso di utilizzare una forma espressiva che va oltre le parole,un linguaggio che emoziona e diverte e che da la percezione dell’universalita’ dell’esperienza della gelosia nell’innamoramento e dell’epilogo omicida che ad essa puo’ essere legato.

Per questo ci siamo avvalsi di un teatro del gesto,senza parole ne’ dialoghi con solo l’uso del grammelot in alcune scene,dove le maschere, anche attraverso la tecnica del pantomimo,si presentano come un ponte,un collegamento verso un mondo poetico estremamente accattivante dove tutto e’ possibile

L’utilizzo delle videoproiezioni originali di OLO Creative Farm, aiuta lo spettatore a contestualizzare le varie scene e rende perfettamente fruibile una storia che non ha bisogno di parole per essere raccontata.

Le maschere orientali dell’uomo e della donna rappresentano delle tipologie di genere volutamente non caratterizzate da un personaggio in particolare;lasciano allo spettatore,uomo o donna che sia la liberta’ di identificarsi o meno nel femminile e nel maschile.

Non un uomo e una donna quindi,ma un femminile e un maschile inteso nel senso piu’ primitivo del termine. Senza confini,senza distinzioni di razza. In Pathos la gelosia e’ declinata anche a livello geografico.I due attori con maschere create appositamente per lo spettacolo danno vita ad una sorta di viaggio per il mondo della gelosia,analizzando in maniera divertente e dissacrante le diverse espressioni di questo sentimento a seconda della provenienza geografica dei personaggi: come reagisce un italiano alla gelosia? E un americano? Un giapponese? Che cosa muove un francese?

Il tutto per arrivare alla conclusione che ,se formalmente vi sono delle differenze,in sostanza il sentimento si origina,si sviluppa e spesso finisce nello stesso modo ovunque. La spinta al possesso,la paura,l’amore e alla fine l’omicidio sono sempre gli stessi.

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NOTE DI REGIA

Pathos non e’ uno spettacolo di denuncia. Se personalmente ed intimamente ciascuno di noi condanna senza appello l’omicidio passionale nello spettacolo il nostro intento e’ di altro tipo. Abbiamo voluto analizzare un sentimento,una passione, dal punto di vista primordiale,andando ad indagare un meccanismo incontrollabile ed irrazionale che riguarda una sfera in cui le regole morali e il substrato culturale che ci porta a controllare certe pulsioni non e’ ancora intervenuto. Siamo ad uno stadio precedente,ben piu’ primitivo,stiamo parlando di un istinto insito nella specie umana. Come si sviluppa? Come nasce? Dove porta? Questo e’ quello che Pathos presenta in maniera molto semplice allo spettatore, e per questo non vi e’ giudizio su questo meccanismo,e’ un processo che,nel fondo appartiene a ciascuno di noi,uomo o donna, proprio come l’amore da cui ha origine e che alcuni sono in grado di controllare,altri no.

Pathos indaga una passione,da qui il nome “Pathos”che in greco significa  sofferenza,sentimento profondo, istintivo, che non dipende dalla volontà e dalla ragione. Le passioni sono parti fondamentali della nostra vita; esse accompagnano la condotta di un individuo in modo soggettivo, opponendosi alla razionalità.Le passioni, così come le emozioni scaturiscono dalla “parte istintiva” del nostro essere,che in determinate situazioni drammatiche riaffiora, generando gesti, talvolta apparentemente immotivati, ma comunque sproporzionati rispetto alla causa, che,riuscendo ad oltrepassare la sfera della coscienza, possono indurre a commettere delitti.
La passione è un’emozione profonda che non si esaurisce in breve periodo di tempo, ma diviene duratura, il soggetto,che e’ sempre mosso dall’amore per l’altra persona, ha “ruminato” a lungo sul suo dolore e sulla sua condizione e basta un piccolo segnale per scatenare la sua aggressività, come se fosse in attesa di un’occasione per esplodere. Ciò che distingue questo tipo di delitto da quello emotivo è la progressiva corrosione della volontà, una concentrazione affettiva che paralizza i poteri di critica e di controllo e che assorbe tutta la vita di un individuo.Il soggetto e’ lucido,non e’ pazzo ne’ malato, perché il delitto è il momento in cui un desiderio tanto agognato diventa realtà e la lucidità ci deve essere per godere tutta la scena.

Pathos analizza proprio questo “ruminare” dell’individuo, che cresce e si alimenta nel tempo di pari passo con lo svilupparsi della relazione.Ne mostra il processo schematico,quasi stereotipato ma assolutamente reale.

Che cosa muove questo processo? La risposta e’ l’amore.

Ci siamo avvalsi  della preziosa consulenza della dott.ssa Marga Domenech,psicologa e psicoterapeuta e della dott.ssa Evelyn Montalto,criminologa  per mettere in risalto i meccanismi sottostanti alle vicende in cui si articola la passione amorosa, che hanno come tragico epilogo l’omicidio del proprio partner di relazione.

Quotidianamente i mass-media richiamano crimini passionali, spesso definiti di ordinaria follia, sottolineando in modo a volte eccessivo una “insana passione” presente negli autori di questo tipo di omicidio, adoperando il termine raptus, quando il delitto appare illogico,non razionale, o dovuto alla pazzia. Ciò che viene spesso sottolineato dai frequenti fatti di cronaca  sono gli aspetti di esagerata rabbia, di gelosia incontrollata, il non rassegnarsi all’abbandono del proprio partner ma in quasi in tutti i delitti passionali, il motivo conduttore più vistoso è però di solito proprio l’amore.

In un paese come l’Italia,dove,fino al 1981 e’ stato in vigore il cosiddetto “delitto d’onore” e dove la cronaca recente ci racconta di un crescente numero di delitti passionali ci siamo chiesti se fosse possibile indagare artisticamente questo amore infarcito di gelosia e possesso che appartiene in maniera cosi’ profondamente radicata alla nostra cultura mediterranea e la risposta e’ stata Pathos, perche’:

“L’amore è un bellissimo fiore sull’ orlo di un spaventoso precipizio”(Stendhal)

RASSEGNA STAMPA

★★★★★ Edfringe Review

“un capolavoro nel suo genere”

“un’opera d’arte affascinante che è allo stesso tempo bellissima e terribile”

★★★★☆ Edfringe Review

“il talento abbonda sia nella scrittura che nella recitazione di questa performance”

“E’ straordinario notare quanti sentimenti possono essere portati in uno spettacolo senza utilizzare la parola”

★★★★☆ Edinburgh 247 City Guide

“un’opera teatrale davvero fresca e impressionante”

Everything Theatre

“Un’esplorazione creativa dell’amore nei suoi lati più oscuri e più leggeri”

“Teatro In Centro ha creato una piéce giocosa e riflessiva”

Views from the gods

“E’ riuscito a creare profonde reazioni nel pubblico”

“Pathos è viscerale e fa riflettere”

Gufetto Magazine

“Pathos arriva direttamente all’animo dello spettatore, a riprova che le passioni e contraddizioni dell’animo umano sono in ciascuno di noi e bruciano”

“Il mix di mimo, proiezioni, gioco di maschere e arte visiva, è la chiave di successo di questa piéce.

Savage

“Inquietante e accusatorio nel suo esporre la lussuria umana”

LA COMPAGNIA

“Tutto si muove, anch’io” (Jacques Lecoq)

Teatro in Centro nasce nel 2006 dalla volonta’ di due giovani attrici, Ester Montalto e Sarah Paoletti diplomate rispettivamente presso L’Accademia Internazionale di Teatro di Kuniaki Ida e presso la scuola di teatro “Quelli di Grock” di Milano;   di portare in scena un teatro che parte sì dall’esperienza del teatro classico di parola, ma che si apre alla sperimentazione propria di maestri come Jacques Lecoq. Lo spazio scenico diventa il centro,il punto di incontro di diverse discipline artistiche,uno spazio per sperimentare i diversi linguaggi scenici. Tutto questo senza dimenticare l’idea di  un teatro accessibile al pubblico,vitale,attuale e profondamente connesso con la realta’.

L’attivita’ artistica viene affiancata da quella didattica ed organizzativa;la stagione teatrale la Lucernetta, alla sua nona edizione, propone spettacoli rivolti ad adulti e bambini presso la nostra sede a Como,al Teatro Lucernetta, all’interno del centro storico cittadino.

Nell’agosto del 2014 con “Pathos” Teatro in Centro partecipa al Fringe Festival di Edimburgo,esperienza che gli assicura la partecipazione,nel novembre dello stesso anno , al Mimetic Festival di Londra,con un ottimo successo di critica e di pubblico.

 

 

 

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