DATA DEBUTTO:1 Aprile 2014
CAST:Massimiliano Angioni
REGIA:Ester Montalto
CALCI – Confessioni di un panchinaro

Di e con Massimiliano Angioni

Regia di Ester Montalto

 

Cosa fa un bambino , ancor prima di nascere dentro al ventre materno ?
Tira racchettate ? Nuota ? No…scalcia. Tira calci.
E’ naturale: naturale che uno li dia, naturale che uno li prenda.
C’è chi passerà tutta la vita a tirare calci a qualcosa e chi , invece, a prenderne.
Calci a un’opportunità, alla fortuna , al mondo o più semplicemente a un pallone .
Una chiacchierata leggera ,divertente, intima , quasi  confidenziale con il pubblico , in cui il protagonista rievoca , con feroce ironia ,  tutti quei piccoli “Calci ” che ne hanno segnato l’esperienza , e che in fondo accomunano ognuno di noi , avvicinandoci .
Come sfondo a questi aneddoti  il bizzarro mondo dello sport dilettantistico e del calcio in particolare  : dai mister agli allenatori di provincia , dai top player ai “ piedi quadrati” ,  dagli stadi di serie A ai fangosi campi degli oratori .
Una mix di situazioni , personaggi e ricordi  gettati sul palco e lanciati in faccia agli spettatori , parodiando  il calcio e il modo in cui i media ne parlano.

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NOTE DI REGIA

I “calci” da cui  prende vita questo spettacolo sono quelle piccole delusioni che appartengono un po’ a tutti noi , i momenti in cui la vita , con un calcio , ci fa capire cosa appartiene alla vita “ideale”  e cosa a quella reale .Ma niente paura , l’intento è quello di divertire .Lasciandoci ispirare dalla stand up comedy americana ( una continua chiacchierata col pubblico ) influenzata e framezzata dalla tradizione cabarettistica italiana,lo spettacolo vuole affrontare in chiave comica il calcio e tutto ciò che orbita attorno a questo sport. Diversi Personaggi , diversi momenti e diversi “calci” legati all’esperienza del protagonista , che verranno continuamente accostati ai grandi volti ( e alle grandi voci) della nostra televisione sportiva : i telecronisti , i calciatori , gli allenatori .
Il testo prende spunto dai ricordi autobiografici dell’autore, in cui ogni spettatore potrà riconoscersi e lasciarsi coinvolgere in un monologo liberatorio e divertente . Lo spazio scenico contiene pochi elementi , quelli che bastano per evocare un’atmosfera o un personaggio ;ma al contempo e’ proprio lo spazio il vero protagonista in quanto   attraversato , manipolato , vissuto e “giocato” come un vero e proprio campo da calcio.

 

 

 

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